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Tornando da Sulmona
“Padre Santo, Lei è forte e gentile come un abruzzese. Noi Le vogliamo bene!” Con questa confidenza si è concluso l’indirizzo di saluto che Christian e Francesca hanno rivolto a Benedetto XVI nella Cattedrale di Sulmona. Queste brevi parole rivelano il clima che ha segnato l’incontro del Papa con la Chiesa particolare e i numerosi rappresentanti delle diocesi di Abruzzo e Molise, per ricordare gli 800 anni dalla nascita di Pietro Angelerio, meglio noto come il Papa San Pietro Celestino. Papa Benedetto, venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni, con affabilità paterna, ci ha affidato un messaggio chiaro e completo, facendo riferimento alle condizioni di precarietà dovute alla mancanza di lavoro e all’incertezza per il futuro, alle conseguenze del sisma del 6 aprile 2009, alla necessità di salvaguardare il creato e alla promozione del bene comune, come un Padre interessato alle condizioni di vita dei figli.
E, proprio come un Padre, preoccupato della formazione integrale dei figli, non ha esitato a richiamare gli insegnamenti che a distanza di secoli giungono a noi attraverso San Pietro Celestino: il primato di Dio, il valore del silenzio interiore ed esteriore per percepire la voce di Dio capace di orientare tutta la sua vita, la centralità di Cristo, la coscienza del peccato e l’esperienza del perdono divino, che lo portò a concedere la particolare indulgenza, detta “Perdonanza”. Con lo stesso stile, il Papa si è rivolto ai giovani nella Cattedrale di Sulmona, senza nascondere gioia per l’incontro e affetto paterno che valorizza le positività manifestate dai suoi interlocutori (intelligenza, sapienza del cuore, memoria storica) e non esita a proporre i valori autentici del silenzio, della vocazione, della preghiera … in una parola: della santità. Sì, perché il santo non passa mai di moda: è intraprendente nel trovare soluzioni creative; non è mai individualista, perché si mette al servizio della comunità; non ha paura della difficoltà, anzi l’affronta con gioia e determinazione. Come san Pietro Celestino. Con questi pensieri rientro da Sulmona portando nel cuore il volto sereno di Benedetto XVI e il suo invito a conservare l’entusiasmo e la gioia che nascono dall’incontro con il Signore. Perché solo Cristo offre un senso pieno alla nostra vita. Michele Seccia
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