|
QUANDO IL MONDO È DENTRO UNA CITTÀ
Ha raggiunto ormai l’età maura la “Coppa interamnia”, ma è pur sempre una manifestazione fresca e giovane, grazie alla sua capacità di rigenerarsi e ringiovanirsi, immettendo nel suo programma nuova linfa di idee e valori. Sì perché accanto alla manifestazione propriamente sportiva, il programma include anche eventi culturali e non solo che non sono di contorno ma costituiscono un valore aggiunto alla “Handball World Cup”. Da 38 anni Teramo, la nostra città di provincia, nei primi di luglio diventa il centro del mondo della pallamano mondiale, ospitando centinaia di squadre di nazioni diverse, almeno 4.000 atleti, favorendo l’incontro – che non si esaurisce sul terreno di gioco - fra squadre di diverse nazionalità e culture, comprese quelle con rapporti conflittuali.
La “Coppa interamnia” è forse l’unica manifestazione che dà una visibilità internazionale alla nostra città e la città ripaga con lo spirito di una “città aperta al mondo” (era lo slogan degli anni scorsi), fino a contenere in essa il mondo intero (“il mondo in una città" è slogan di quest’anno). In effetti, nei giorni della coppa, Teramo cambia pelle, si presenta come un piccolo microcosmo, di lingue, di colori, di cultura. Mai come in questi giorni si ha la percezione di una città viva, dove spazi e contesti di vita sono più pienamente vissuti. Attorno agli incontri sportivi – come detto - circolano eventi culturali, attività commerciali, mercati etnologici e scambi di ogni genere. I cittadini teramani, forse troppo gessati dall’abitudine, non sembrano abbastanza entusiasti e partecipi. Vogliamo pensare che, forse, è nella indole di questa città mostrare distacco e riservatezza, come se non ci si rendesse conto del valore di questa manifestazione. Altrove è presa in molta considerazione, grazie agli sforzi organizzativi del Patron della coppa Pierluigi Montauti che, quest’anno, ha voluto presentarla anche a Roma, in una conferenza stampa nella sala capitolare del Senato, alla presenza di ministri e noti testimonial locali. Azzeccata ci sembra la novità di questa edizione che ha previsto il coinvolgimento attivo dei comuni della provincia (sono venticinque) nell’accoglienza delle squadre, perché la Coppa interamnia non è soltanto di Teramo, ma appartiene a tutto il territorio provinciale e all’intero Abruzzo. Siamo sicuri che la coppa sarà ancora una volta un successo e che nell’opinione pubblica si consolidi la consapevolezza che questa manifestazione costituisce un patrimonio da conservare e vivificare, con il contributo di tutti, cittadini ed autorità. Così si misura la maturità di una città che vuole esere “aperta al mondo”.
Gino Mecca |