Ha raggiunto ormai l’età maura la “Coppa interamnia”, ma è pur sempre una manifestazione fresca e giovane, grazie alla sua capacità di rigenerarsi e ringiovanirsi, immettendo nel suo programma nuova linfa di idee e valori. Sì perché accanto alla manifestazione propriamente sportiva, il programma include anche eventi culturali e non solo che non sono di contorno ma costituiscono un valore aggiunto alla “Handball World Cup”. Da 38 anni Teramo, la nostra città di provincia, nei primi di luglio diventa il centro del mondo della pallamano mondiale, ospitando centinaia di squadre di nazioni diverse, almeno 4.000 atleti, favorendo l’incontro – che non si esaurisce sul terreno di gioco - fra squadre di diverse nazionalità e culture, comprese quelle con rapporti conflittuali.
E’ stata definita l’edizione del rilancio e, per l’occasione, non si è fatta mancare niente. La 38^ Interamnia World Cup sembra essere stata rianimata dopo un periodo di stanca che l’aveva portata, negli ultimi anni, a cedere un po’ il passo, affossata dai costi e da un certo disamore che i cittadini teramani le avevano dimostrato. Eppure, dopo l’anno del terremoto e della suina che tanta paura aveva generato tra gli atleti, la Coppa Interamnia è tornata più viva che mai e pronta a ritrovare nuovi stimoli in vista dei suoi primi 20 anni.
La terra come un dono prezioso e incommensurabile: dalla Bibbia al Magistero degli ultimi Papi, questo è sempre più divenuto un precetto condiviso e diffuso. Soprattutto quando, come nei nostri tempi recentissimi, colpiti anche in prima persona dai fenomeni di degrado ambientale e dalle calamità naturali che minano il nostro futuro, quello di intere generazioni, insieme al nostro benessere e al nostro sviluppo, si percepisce la necessità improcrastinabile di un nuovo dialogo con la creazione e si va giustamente sviluppando una sensibilità nuova anche all’interno della Chiesa. Quest’ultima non cessa di chiedere ai Governi e alle Istituzioni regole e leggi chiare e accessibili che aiutino a costruire una rinnovata reciprocità di rapporti e di simbiosi con la natura, entro i quali lo sfruttamento sia controllato e sapiente – secondo la regola della Genesi – a beneficio della comunità degli uomini e a sostegno di tutto l’ecosistema.
È ufficialmente iniziata la nuova stagione della pallacanestro italiana. E, mentre la Banca Tercas Teramo saluta vecchie glorie e conferma nuovi talenti, prende il via anche la campagna abbonamenti 2010-2011 della società biancorossa. Una campagna che quest’anno premia i più fedeli, l’anima del Palaska, quell’elemento che tanto conta nella storia e nel futuro di una squadra sportiva: la tifoseria. Ad emergere su tutti gli elementi della strategia di comunicazione, quest’anno è infatti la maglietta della Banca Tercas Teramo con i suoi colori, a cui saranno letteralmente “attaccati” i tifosi in segno di fedeltà e profonda simbiosi con la squadra cittadina. Un modo efficace per risvegliare quel senso di appartenenza forse assopito dalla stagione incerta che gli uomini di coach Capobianco si sono da poco lasciati alle spalle. “Attaccato ai nostri colori” lo slogan che verrà declinato nei vari mezzi di comunicazione messi a disposizione per la nuova campagna abbonamenti.
“Padre Santo, Lei è forte e gentile come un abruzzese. Noi Le vogliamo bene!” Con questa confidenza si è concluso l’indirizzo di saluto che Christian e Francesca hanno rivolto a Benedetto XVI nella Cattedrale di Sulmona. Queste brevi parole rivelano il clima che ha segnato l’incontro del Papa con la Chiesa particolare e i numerosi rappresentanti delle diocesi di Abruzzo e Molise, per ricordare gli 800 anni dalla nascita di Pietro Angelerio, meglio noto come il Papa San Pietro Celestino. Papa Benedetto, venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni, con affabilità paterna, ci ha affidato un messaggio chiaro e completo, facendo riferimento alle condizioni di precarietà dovute alla mancanza di lavoro e all’incertezza per il futuro, alle conseguenze del sisma del 6 aprile 2009, alla necessità di salvaguardare il creato e alla promozione del bene comune, come un Padre interessato alle condizioni di vita dei figli.